Il tronco

Al suo risveglio l'albero
nella sua mente il ricordo
dei sogni passati.
Il verde incantato,
profumo dei fiori.
Aperti gli occhi al nuovo mattino
grigia terra, solo polvere sparsa,
si scopre come un tronco
in un grigio mattino;
un giorno strano,
luce assurdamente pallida
gialla,
quasi inesistente.
Intorno solo silenzio,
il nulla, intorno.
Abbassa lo sguardo.
Nel ventre uno squarcio
Immane, profondo
Il ramo più grande, strappato,
estirpato con forza,
lacerato dal vento
coperto da grigia terra,
e gelido vento, violento,
vento di ghiaccio.
Intorno foglie, strappate,
rotolando alla rinfusa
lasciano le proprie tracce, rosse,
come gocce di sangue.
Lo sguardo si volge ai due rami:
anche loro, scomparsi.
Strappati con forza e gettati lontano.
Lasciato come un tronco
rami estirpati,
intorno solo eoliche forze del male.
Piangere,
impossibile senza lacrime,
ormai tutte prosciugate.
Forse un giorno, lontano,
il vento,
corroso il tronco ormai arido,
Cesserà di soffiare.
E sarà il tronco
come non fosse mai nato.
Solo la morte cancella
i nostri dolori,
ed i peccati di ognuno.
©
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Commenti (1)
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Silvia De Angelis22 aprile 2011
Intensa inquietudine in una lirica dai toni profondi e descritti in versi molto originali, di cui ho molto apprezzato la lettura
