A mia Madre

Ora che al dì
gli occhi hai chiuso
stanno, del tuo creare
abbandonati semi.
Qual sole ancora
darà tua luce
per riscaldarli?
Ora non più
si tornerà nel grembo
di quel tuo nido
che tu riunivi,
per render assente
la solitudine.
Restano ricordi
di quei tuoi gesti
sempre discreti
quei tuoi racconti
di stagioni e stenti
e quelle pene
segnate in viso.
Or che consunta
si è la candela
e cera giace
in antri freddi,
accogli il rimorso
di non aver colto
più di frequente,
mamma son qui,
ti voglio bene.
©
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Commenti (1)
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Alessandra Prospero24 maggio 2012
Lirica dolce e profonda, emblematica di un legame primordiale. Complimenti.

