Bramando poesia
Caterina Zappia
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Squarcia l'anima
come Eolo fa col cielo
cercando meraviglia in cembali di nuvole
squarcia le ore del sonno
dentro il parto di una primavera
sull'alba spinta dall'affanno
del giorno che raccoglie la sua sera.
Brulica come insetto sul ramo
a sfarinar come legno le parole
uccidendo con assi di tormento
sniffando pensieri di dolore,
vorrei scorgere i suoi passi
laddove sfilano i cerchi dell'inferno
a pugni farei anche coi sassi
per una manciata di sapienti versi.
Tu non dai, ma prendi come ruffiana
togliendo anche il sangue dalle vene,
terra di pianto che lamenti fai,
perché ozi come fanno i venti?
Ho i polsi legati con fili di ginestra
che lievita la vita sotto il fiume,
quanta ti fai, sei la solita, la stessa
ma tu morire per me non sai,
io ti do quel poco di pazienza
che si scolora appena appendo al vento
sono i panni che tolgo la sera
smunti dal tuo dannato lamento.
Scruti il lenzuolo che copre le mie carni
ed io ti vado cercando senza follia
nella solitudine che rattrista gli anni
e dal timore ti non poterti trovare più
cerco la tua ombra sempre più avanti
anche nel Cocito della pelle mia .
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Gabriele Nocera22 aprile 2011
...senza parole resto al cospetto dei tuoi versi che bramo di tornare a legger presto. Bellissima.

