Babilonia
angelo cora
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Di voi, più non capisco il dire,
non comprendo il fare
Lingue assai diverse, sapori del non vero,
non voglio soddisfare
Il vostro amministrare, è cosa vergognosa,
sol fatto di parole, intrallazzi vari, unto nelle mani
Rossi verdi, gialli neri, siete la stessa cosa,
sol di pecoroni, il gregge ancora vi consola
Lasciate il bel paese, confuso col bengodi,
suggere risorse, agl'occhi impotenti,
di quei che quì son nati, che già non han più niente
Quel tanto dar dell'oggi, dalle vostre mani,
a persone estranee, si pagherà domani
Volti diversi, strani, solcan con mille scuse,
d'affanni in'esistenti, le strade del futuro,
immersi in quei libri sermoni, col fare da padroni
Di donne maltrattate, anno sporche mani,
d' amare incapaci, le negano il sognare
Scusati, da illecita paura, invadono il presente,
fiutano dimora nel provenir d'altrove
Non amo il vostro cielo, né gusto il vostro mare,
solo, come airone in volo, continuo a batter l'ali
Per quei sentieri ariosi, che inseguono l'onore,
ove vessilli nuovi, diversi dagl'attuali,
brillanti di colore, agitano al sole
Ove anche la chiesa sa respirar ancora,
d'amore l'aria sana,
di distinzion capace, nel dare senza avere,
la carità cristiana
©
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L'autore
angelo cora
sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a
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