Alla Corte dei Miracoli
Angela Fragiacomo
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La vidi...
Occhieggiava complice
nascosta tra le fronde
dell'imponente platano.
Invitava alla danza...
Luna
in riflessi
strofe
gettate sulla Senna
di pregiata pergamena
all'alba di quel dì.
Il Giorno
ancor
soggiaceva alla Notte
aggrappati
concubini
indugiavano
adulando Parigi.
Platino, oro e argento
colavano
su tetti e vie
inzaccherando coperte
di seta blu.
Ed io estasiata...
splendida
surreale ed eterna
avvolta
da anime acquiescenti...
alla Corte dei Miracoli...
Danzai...
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (3)
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Citarei Loretta Margherita26 aprile 2011
il gobbo quasimodo ed esmeralda, bellissima questa poesia e la corte dei miracoli, luogo dei malfattori di allora, è bellissima, complimenti
mario calzolaro26 aprile 2011
molto bella la lirioca ed indovinatissimo l'omaggio al grandissimo scrittore ed al suo famoso romanzo. I miei complimenti
Franca Donà astrofelia26 aprile 2011
una meraviglia questi versi, un'atmosfera da sogno! complimenti davvero.


