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Introspezione 27 aprile 2011 · lettura 1 min · 2924 letture

Ritorno a Cagliari

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Solcando il mare, ch’era prospiciente a dove tanto avevo dimorato, la traversata molto promettente si presentava al mio anonimato (non era come quando a navigare, piantando le mie cose tutte in asso, io mi trovai, partendo militare: mi si leggeva in faccia lo sconquasso) . C’era un mare notturno che invitava, col suo colore cupo e quasi nero, a studiare ciò che rappresentava il profondo marittimo mistero (il mare era diurno quella volta, non aveva segreti per nessuno, ed io, che mi trovavo ad una svolta, da dottore fui meno di qualcuno) . Il portiere con molta gentilezza, appena seppe della professione, mi chiamò "professore" con finezza, preferendomi a tante altre persone (l’oscura e grigia vita di caserma soltanto vagamente di vedere permetteva, con ottica malferma, della città le cose da sapere) . Eppure quel ritorno una tristezza ancora sconosciuta provocava, ed era l’intuire con chiarezza cosa la vita ormai mi prospettava (la prima volta fu una sospensione, fra ciò che era e che sarebbe stato, a creare avvincente un’illusione, un tempo alle speranze dedicato) .
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Arrivai la prima volta a Cagliari, come recluta, nella primavera del 1974: vi trascorsi due mesi. Una quindicina di anni dopo vi tornai, per qualche giorno, da "turista" . I versi tra parentesi si riferiscono alla prima esperienza, gli altri alla seconda.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Lorenzo Crocetti27 aprile 2011

I due diversi aspetti della vita e dei pensieri di un uomo, vengono riproposti da Terracciano, con grande abilità e sorprendente tecnica poetica (le parentesi e il corsivo), in questa davvero orginale passeggiata poetica di un "ritorno a Cagliari" in tempi diversi. Prima c'era l'anonimo soldatino pieno però di speranze e di avvenire, dopo il distinto signore che aveva ormai intuito quella che la vita ormai gli prospettava. Davvero un bella riflessione... poetica! E in questo intrecciarsi di versi che descrivono due diversi momenti, si legge e s'intende quanto l'Autore vuole dirci, sia pure col suo filosofico procedere: tanto rimpianto per quel militare giovane e baldanzoso, e tanta (posso dire tristezza?) per il distinto professionista...

Roberto Stompanato27 aprile 2011

Sorprende la facilità con cui l'Autore riesce a descrivere momenti diversi con la stessa passionalità.

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vinfra4727 aprile 2011

il ricordo giovanile è per ognuno di noi boccata d'ossigeno per la mente. specialmente se sono meravigliosi. bella, complimenti