Evanescenza
Giorgia Spurio
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Parole nel ghiaccio
come tra le dita
la bocca, e tra i pensieri
e la memoria... l'ossessione.
-Perché mi sei così dentro?-
Così lacerante nell'essere farfalle
e... falene...
Nell'essere tra il sole e la luna
Tra la tua morte e la mia.
Stringiamoci come fili ai fiori,
come margherite striminzite alla pioggia.
Indefinita,
come l'ombra nel buio le mie mani,
nel cercarti incastonata,
incastrata tra i muri della mia stanza.
-Amami-
Nel pensarmi senza dirmi
e nel trarmi esistenza.
-Amami-
Nel crearmi viva nei tuoi occhi,
dietro le iridi e le palpebre rosse
chiuse in pesco in fiore.
-Pazza-
Nell'esser silenziosa,
nel curarmi ferite
e nel tornarti come cieca
nel volerti, nel bramarti,
nel posare capo sul petto,
nel sognarti...
Psiche, nelle gutturali vocali
e gli arpeggi,
e le arpe delle voci,
nelle unghie e nell'aria,
nell'ala dei cieli
grigi... nel trattenermi esitante,
nello scavare tra gli spini delle ragnatele
e nel buio dell'Es,
fino alle foglie
che del velo riportano dal fiume –inespresso-
il tuo andare –vago pellegrinare-
sulle strade -che ho calpestato-
sotto i piedi l'acqua dei cipressi.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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D
Dalassa30 aprile 2011
Un bel pellegrinare tra un verso e l'altro nella velocità dell'occhio di un'anima sensibile. Si viaggia insieme in una lettura che incanta.
