Penelope
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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Assai bene approfondisce questo evidente concetto, sotto gli occhi della Storia, secondo il suo consueto modo di procedere filosofico- poetico, il Terracciano. C'è qui la precisa considerazione che ci riporta ai noti corsi e ricorsi vichiani, per cui a un periodo di pace, nel quale operosamente si costruisce, succede un periodo bellico nel quale si distrugge quel che si è costruito, per poi tornare ad un periodo di pacificazione nel quale si ricostruisce il tutto, per poi ridistruggerlo, e via di seguito, con una continua alternanza. Apprezzabile l'accenno al mito di Penelope, che in bella metafora sta ad indicare questo eterno ed irrinunciabile fare e disfare. L'Autore osserva anche qui il mondo e gli uomini, col suo occhio particolare...
