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Sociale 3 maggio 2011 · lettura 1 min · 2689 letture

Penelope

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Quando diventa il peso troppo greve, di quella Storia che la forgiò un giorno, s’incammina la gente in tempo breve sopra l’insana strada del ritorno; del ritorno a barbarie preesistente, agli incivili modi di una volta, a un procedere rozzo e prepotente, abbandonando l’indole sua colta. Così decadde quella Roma antica, ed i libri bruciarono in Germania: si fa la guerra in men che non si dica a ardite costruzioni, con che smania! C’è Penelope in ogni gruppo umano, che disfa la sua Tela nella Notte di Civiltà, per poi rimetter mano all’Opera, se il Buio un po’ l’inghiotte.
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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Lorenzo Crocetti3 maggio 2011

Assai bene approfondisce questo evidente concetto, sotto gli occhi della Storia, secondo il suo consueto modo di procedere filosofico- poetico, il Terracciano. C'è qui la precisa considerazione che ci riporta ai noti corsi e ricorsi vichiani, per cui a un periodo di pace, nel quale operosamente si costruisce, succede un periodo bellico nel quale si distrugge quel che si è costruito, per poi tornare ad un periodo di pacificazione nel quale si ricostruisce il tutto, per poi ridistruggerlo, e via di seguito, con una continua alternanza. Apprezzabile l'accenno al mito di Penelope, che in bella metafora sta ad indicare questo eterno ed irrinunciabile fare e disfare. L'Autore osserva anche qui il mondo e gli uomini, col suo occhio particolare...