Venere di Milo
"Milo, quante ne hai pensate?
Quante ne hai scolpite,
perfette, rotonde a martellate
come me, la tua Afrodite?
Milo, quante volte mi hai tradita?
Quante altre ne hai pensate,
di perfette incatramate
figlie delle tue preziose dita?
Milo, ti amo ed è perverso
Tua figlia, è forse incesto?
Padre, guardami negli occhi
Son forse io quella creatura?
Ogni volta che mi tocchi,
la mia pelle non è più muratura
Ma parte anch'essa della rigogliosa natura.
Milo, così mi hai fatta, senza pudore
Un pezzo di pietra, senza calore.
Milo, maledetta invidia,
vorrei essere per te
un'Afrodite Cnidia."
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Commenti (1)
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Michele Tropiano8 maggio 2011
la poesia è carina, bella l'idea, buona la stesura con le rime. solo non mi convince l'ultimo verso della terza strofa: troppo lungo! spezza il ritmo! piaciuta in ogni caso
