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Morte 7 maggio 2011 · lettura 1 min · 763 letture

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Mauriceravel 2 poesie pubblicate
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Quando volgo accecato lontano gli occhi dal buio su lastre vergini di luce ma candide, così curiosamente tinte d'innocenza; Quando in risposta ad ombre parti d'ebbre sensazioni stringo urla nelle distanze di gabbie d'ebano. Solchi spogli, d'aria rigonfi e rive, cinte l'un l'altra come corpi, abbandonati morenti nel mattino; Dolce morte, quanti ricordi mi rinnovi. Là dove in esilio germogliano tetri gorghi di luce, e dove fuggono i silenzi - son piogge vane; Lontano, dove le preghiere si dispiegano all'alba, come esuli lacedemoni. Uno strascico di terra dove allignano ginepri; dove le vane trame e le macchinazioni s'intrecciano e di chiare sublimini vertigini intessono le nostre spalle.
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Mauriceravel
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Commenti (1)

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Amara7 maggio 2011

...suggestiva... in una forma che apprezzo molto...