I fiori dell’indifferenza
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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"In medio stat virtus" recita la locuzione latina, e Orazio aggiunge "est modus in rebus". Il nostro Terracciano ci dimostra però che l'indifferenza non ha mai una connotazione esatta, in quanto se è notata la si loda per esaltare il suo contrario, vale a dire la partecipazione umana, mentre invece, quando è data come scontata "una presenza di fraterni afflati", si evidenzia l'ipocrisia del fatto. Il "filosofo" Antonio ha ancora fatto centro, a mio parere. Se poi io avessi interpretato male il suo pensiero, si ricordi l'eventuale critico che il pensiero filosofico spesso può essere frainteso. Mi si assolva dunque, se io abbia bene inteso il concetto oppure no.
