Lamina vitrea
Oltre i pensieri affacciati
dai balconi solitari,
si muovono sete d'acqua
e promette e torna il mare.
La bianca calma di un naufragio;
dispera la figlia infranta
di quell'andare e tornare.
Avessi due occhi per sentire...
Gli ormeggi confusi, sotto la polvere
della memoria: avvolgente illusione.
Che di vetro pare prenda vita
nel soffio materno di notte,
dalle forme blande del faro latente.
Resta pigra la voce:
avessi due mani per fermarla...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
L
Laura Di Vincenzo11 maggio 2011
Notevole lirica, come un lamento che arriva al cuore che sa di tristezza e promesse vane; molto apprezzata.
h
hy ju13 maggio 2011
Una voce malinconica rimpiange gli occhi che le mancano, ammira uno scenario di abbandoni e promesse, un interiore paesaggio marino. Una voce portata da una folata di vento: avessi due mani per fermarla... Quanto è bella questa tua poesia...
