Tsunami
Mar, che m'hai preso il nome
e anche la speme
senza dimora
fuggo il tuo castigo
or che nell'acque
il mio passato geme
senza timore
io ti maledico.
Poi, d'improvviso sento
in lontananza
un soffio di vento
impero che avanza,
è questo mar
che par mi dica
non agognar dell'ego
questa vita.
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Commenti (1)
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Aldo Bilato15 maggio 2011
mi suona male "che pare che"...per il resto musicalissima poesia con un buon ritmo impresso ai versi... insomma m'è piaciuta... cià*
