Due mari
Antonio Bruno
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Fortissima emozione stesa in bagno
Le note che sconquassano la riva
Tu m'osservi e sei gioia infinita
m'aspetti, non hai più via d'uscita
Le notti sorde, nuova dimensione
Si ricorrono senza più aspettare
Sono fredde e liete le parole
Senza odio e senza camminare
Chi mi dice che tutto poi s'aggiusta
attende senza fare ciò che resta
Suda immoto, in giro e la foresta
s'accontenta di un grido di speranza
La mia voce nuda nella stanza
Prigioniera muta senza istinti
Reti, sfere e grossi galleggianti
Pavoneggiano riposi deliranti
Nulla che mi porti in una chiesa
Ad aspettare urlando la funzione
Un prete che m'ascolta e la bizzoca
Che non aspetta altro, estrema unzione
Il frullo della gonna mi sorprende
Mi giro, ti vedo che cammini
Non sei più solo tu in quelle vesti
C'è incenso che si svolge nei lumini
Ritorno indietro con il corpo
Lo sguardo verso il basso e le puttane
S'azzuffano per un cliente morto
gridano di non voler entrare
Per i soldi son disposte a tutto
Per i figli riempiono la pancia
li sbattono fuori dappertutto
rifiutano l'amore sovrabbondanza
Sono negate, cancellate, rese madri
Senza ch'abbiano fatto ciò che conta
Solo istinto s'inerpica domani
Senza più tempo, nude senza svolta
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio Bruno
La linea che si torce e che forma queste lettere che messe una accanto all’altra fanno i simboli che i tuoi occhi scrutano. Sono immagini che fanno sorgere nella tua mente i suoni che adesso stai ascoltando, parole, mie parole che sono penetrate dentro di te.
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