Favola triste di Lupa solitaria
DonnaFPgreeneyed
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Rinnegando il mondo intorno,
dialogando e ringraziando Dio
per quel tempo dedicato a Loro,
a lei rubato,
imprecava alle sfide del destino.
In penombra, senza raggi ne tramonti,
notti vietate alle stelle cadenti,
senza speranze, violata nei sentimenti,
randagia, sola in spirito di lupo,
in sopravvivenza, vagava.
Superando aspri monti, valli di noia
incontaminati d' emozioni cangianti,
per anni l'anima s'è saziata
di silenzi pensanti, di suoni ululati
di parole... di voce mancanti.
Attese disattese, annotate su fogli bianchi
per ingannare il tempo di notti lente,
percependo l'esistenza d'anima brillante
sensibile, chiara come luna piena,
ancestrale segno, per lupa solitaria.
Quando avvenne d'incontrarla
nell'approccio casuale, incredula, diffidente... si stupì.
Annullate furon distanze e differenze
in sintonia il sentir dell'anime,
che s' eran perse.
Ritrovatisi, i due lupi solitari,
incrociarono i sentieri,
s'annusarono immaginando l'amore
per un breve tratto s'accompagnarono
esaltando la vita, poi... da solitari
se n'andarono.
©
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L'autore
DonnaFPgreeneyed
Commenti (2)
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Citarei Loretta Margherita18 maggio 2011
ottima poesia, sembra una fiaba, complimenti all'autrice, notevole, complimenti
Splendido Leotta Michele18 maggio 2011
sentimenti di qualità che abbracciano la vita e ne contornano quella tristezza che spiraglio dell'anima concede ...MOLTO SENTITA...è FANTASTICA

