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Introspezione 19 maggio 2011 · lettura 1 min · 1564 letture

- pena concessa -

Simona Scudeller 142 poesie pubblicate
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Pronta a sgranare i miei peccati lascio al vento il peso dei sogni sull'altare celato al divino Mi abbandono estasiata oltre l'orizzonte del dubbio dove la follia prende forma e la pelle si veste di mandorla Raccolgo la croce alter ego di un gene convesso nel riflesso dell'anima indegna unica eletta al cospetto dei giusti Persa nel sole d'inverno musico storie di un Re decaduto porto il ricordo a chiudere il conto e sull'eco di un gemito devoto sconto la colpa di amante cosciente Ricamando frammenti nella memoria di oggi assolvo l'essenza che mi rese la vita mi concedo la pena di aver desiderato
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Simona Scudeller
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Commenti (3)

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EnzoL19 maggio 2011

bellissima lirica, dove espiazione, bramosie e sogni nascosti tramano all'ombra del divino. Veramente bellissima la stesura e la scelta delle parole che scandiscono immagini come foto artistiche nel lettore. molto apprezzata la segnalo!

Mario Bugli19 maggio 2011

Direi ottima, ogni strofa ha l'intensità che può da sola conferirle dignità di breve poesia, e nell'insieme si raggiungono livelli non usuali, dove le solite banalità non trovano asilo... si legge con interesse e come tutte le poesie che si possono definire tali, non si può fare a meno di rileggerle una seconda volta..."mi concedo la pena di aver desiderato" è una grande chiusa...!

N
Newton137220 maggio 2011

Un inquietante oscillazione tra il bene e il male, tra il sacro, il profano e l'osceno. Davvero molto inquietante, da poeta maledetto (non si offenda nessuno, i poeti maledetti erano dei poeti di fine ottocento del Decadentismo che descrivevano il fascino della decadenza). Quasi un Baudelare. I fiori del male...