Come un dado
Antonio Bruno
243 poesie pubblicate
+ Segui

I papaveri insanguinano il verde
Metto le mie tende
Scrivo odori su un dirupo
Scruto l'orizzonte muto
Mentre le lacrime graffiano i colori
Getti di rugiada addosso ai muri
Mi lucidano il cuore
Faccio già l'amore
Ma è finito tutto
Lamenti e gemiti,
sono distrutto!
Una crema di dolore
Sfida il lutto
Un gemito e un errore
Tutto un botto
E un gelido signore che conosco
Accenna ad un guadagno
Ma dov'è finito il giorno?
In uno stagno?
Che pensi di quel tuo lato brutto?
E le cose che hai sparso dappertutto?
Sono le vittorie?
Lucide labbra dure come suole
Si stampano sul viso
Nemmeno l'accenno di un sorriso
Un cumulo di sale
Una secondo sempre uguale
La scopa ch'è li all'angolo
Lo straccio intriso d'aria ed il triangolo,
ormai spezzato
E i tuoi discorsi finto umano
come un dado
Son giunti a Pendinello
Un piccolo gesto, sempre quello
mi volevi frequentare
Era già deciso! ...sull'altare!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio Bruno
La linea che si torce e che forma queste lettere che messe una accanto all’altra fanno i simboli che i tuoi occhi scrutano. Sono immagini che fanno sorgere nella tua mente i suoni che adesso stai ascoltando, parole, mie parole che sono penetrate dentro di te.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
U
Ugo Mastrogiovanni21 maggio 2011
Forse non sono tutto frutto di immaginazione questi versi, sembrano esempi concreti di fatti veramente accaduti a chi scrive che, con un po' di rabbia, in tantino di ironia e un prezioso giro di lemmi, ha saputo riconoscere ottenendo risposte poco chiare a precise domande.
