Solitaria felicità

Rivoltato,
come un calzino,
al riparo sto,
come una lumaca terrorizzata
che nella sua coclea
eterno rifugio si bea.
Rintanato,
come una testuggine
immobile sto,
tale la fredda roccia
che non sa della paura
e non conta nemici.
Felice,
come un lattante con la sua tetta
in paradiso sto,
come un potente dio sulla soffice nuvola.
Godo,
al bancone del pub
come me quando la fredda birra
dorata e spumosa
scende nella mia gola
prima dolce e poi spinosa
Asgard Aegir alzo la pinta
e ti dedico lode.
Disturbato,
come nel sonno profondo
nel momento più bello
la sveglia ferraccio malvagio
mi desta.
Picchiettio di indice dito
parole gracchianti in tragica fila:
- ehi hai una banana conficcata in un orecchio!
poso la mia dolce pinta
alle parole dalla mia bocca
un'energica spinta:
- scusa amico ma non ti sento,
ho una banana conficcata in un orecchio.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Angela Fragiacomo29 maggio 2011
apparentemente casuale lo spunto di profonda riflessione che questo autore ci dona con questa lirica, stilata con maestria e sicura intelligenza... molto molto apprezzata... originale e sagace introspezione
DonnaFPgreeneyed31 maggio 2011
La felicità è una condizione mentale, star bene con se stessi è già un buon grado di felicità. Lirica che invita alla riflessione. Complimenti!
RaggiodiSole7 settembre 2012
Quando si ha una banana in un orecchio la felicità tocca il suo massimo!! Ironia e originalità attraversano l'animo del Poeta in questo frangente e le riversa dentro questi versi spassosissimi, sempre acuto nelle sue riflessioni che rivelano una grande sensibilità e un'intelligenza, una forza, un'Umanità fuori dal comune, che gli permette di affrontare qualsiasi tema senza essere mai banale


