La Marcia
Domenico Politi
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Ci si incammina separatamente,
oddio! Quanti dubbi inerenti
si ergono per chi è ancor vivente.
Di paura e di ovvi lamenti,
che ci saranno in quei momenti,
per chi fa da testimone, scorge,
e chi dall’altra parte aspetta che sorge!
Con eterne infuocate fucine.
Una marcia d’entrata e fine.
Il dar e aver, non ci fan più divo!,
ma mito! chi varcherà il confine.
Quanti avi irideranno l’arrivo
e la paura non sarà più cosa,
per le angosce sorte di chi è ancor vivo.
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Domenico Politi
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