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Uomini 27 maggio 2011 · lettura 1 min · 1856 letture

Ti penso ... figlia mia

Andrea Nateri 20 poesie pubblicate
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Ti ho dato le mani, hai riso giocato disegnato linee. Ti ho dato i miei occhi, hai visto tormenti paure e hai guardato il cielo. Hai preso il basco, hai messo una caramella e coperto le bambole. Hai visto la mia sciabola, con occhi scuri, tristi hai detto, «non far del male papa! ». Ed ora, solo ora, lontano da te armo il mitra ordino il fuoco vedo uomini cadere. E penso a te, figlia mia. E mi vergogno, comandando l'attenti!
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L'autore
Andrea Nateri

Poeta per caso, come per caso ritrovato su questi lidi. Amo la poesia minima. Non amo la poesia neolirista la metrica costruita e la poesia arcadica densa di termini e di immagini dal nulla colorati. Preferisco sempre « ... mangiare, non cibarmi!» Preferisco la semplicità dei termini di tutti e la voglia di essere.

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Commenti (1)

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Duilio Martino27 maggio 2011

Riflessione molto attenta e che mi coinvolge... considerando i miei 35 anni di vita militare... Bellissime le parole della figlia... ma credo che possiamo fare ed aver fatto egregiamente il nostro lavoro senza deludere nessuno... Riflettendo sulla nostra vita però, forse, il vergognarsi assume una valenza metaforica... e ci rimproveriamodi non aver fatto abbastanza!