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Morte 28 maggio 2011 · lettura 2 min · 1942 letture

30 Maggio 1431

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Orrore! Sònan le triste campane che della morte nunzian l'ora estrema. Cantano i neri preti; e l'anatema si perde nel cielo, nel bruto tònar. Infamia! La piazza s'empie di sgherri, di gente crudel che furor non molla. Le preci perdonsi in codesta folla, nel crudo diletto di questo gridar. Mestizia! Singhiozza il popolo oppresso che nell'ugola strozza l'alte spemi. Tu misera, tu Francia, allora gemi il guardo volgendo al tremendo martir. Miseria! Si schiudono le prigioni, tombe de' miseri, degli eroi pene. Discinta... scalza, tra duoli e catene appare la vittima che deê morir. Declama l'araldo accuse che ignora, dichiara la pena, proclama eresia. Ignoranza de' folli! La malvasia si cangia repente in urlante furor. Or sale su' i legni la condannata che trema perduta in vago deliro. La legan stretta alla forca. Sospiro che geme... che tosto denunzia terror. Miserere, Cielo, di quest'infami assassini che pregano agli altari. Miserere di lor che i dolci Lari tradiscon per viltà, per cieco poter. S'accende la fiamma. Brilla la pira. S'alza la Luce che tutto consuma, la Luce che possente e incauta fuma la linfa di Vita d'un corpo mortal. Gridano le fiamme. Lagrima il foco. Quel ciglio sì beato il cenere piange... il cenere muto che tosto cange in polve quel duolo per crudo voler. Un'alma grida senza più parvenza, un'alma che duolsi senza più bocca. Il bronzo funereo molesto rintocca. La Croce s'alza il supplizio a benedir. Un alito di vento, aura divina! Le fiamme si placano. Muore il foco. Calda polve di lei che visse poco, fumanti resti d'un insano stridor. Tra il cenere di quel volto raggiante, di quel pio seno devoto all'Amore non è arso... non è consumato il core che tanto pugnò per donar Libertà. Domine d'Israello, Signor del mondo, ella è Giovanna, la serva fedele che testimoniò il Nome tuo al crudele corso iniquo della trista Umanità. Fa' che trascesa ai tuoi lontani Cieli possa sedere al fianco di tuo Figlio, Vergine qual Maria, pura qual giglio Santa per noi; e per Te martire d'Amor.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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