Figlio d'estate

Il dio di maggio aveva le corna d'oro
lenti i pianeti giravano attorno
in orbite ordinate leggere e lontane
Quattro le linee tre le damascate
sette in totale come un segno in fronte
Limpide gemme scendavano giu'
come la corte che danzava appresso
Viole piegate dal peso dei germogli
iris al cielo come voti al dio
rose cineree e suoni di violini
lampi e colori a ricamare il cielo
Il dio di giugno aveva frutti in mano
soffi d'estate palpiti di gioia
canti di ignari giovani e speranza
nemmen la notte le spegneva mai
Trenta giornate a cavallo il tempo
ripido storna l'empio e la beltà
la stessa falce scura ed affilata
senza rapire la sua umanità
Luglio l'averno dalle rotte d'oro
silfidi spente stese sulla riva
ma il bianco fiore non cresceva al centro
delle giornate afose ed arroganti
Otto le onde, nove le novene
passi e solfeggi stanchi e strapazzati
volge il delirio sulla conca d'oro
sfata la vita nell'assurdità
Figlio d'agosto, figlio della furia
nato d'estate nel borgo lontano
stelle al cammino stese a piene mani
fulgide essense d'inutilità
Venga settembre ed i suoi frutti d'oro
Bacco e le belle vergini dannate
venga la foglia che cade al mattino
e nel delirio pone la sua firma
al ghigno d'oro della siccità...
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L'autore
Marco Casini Marcoforever
Marcoforever è nato a livorno il 30 settembre del 1956, la sua crescita è stata forgiata da miti come Venditti, Guccini e De Gregori, persona poliedrica e capace di innalzare il suo volo alto nel cielo pur rimanendo legato a fili di umiltà che lo rendono un uomo vero. Amante della buona musica si è forgiato fra le not
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