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Introspezione 29 maggio 2011 · lettura 2 min · 5183 letture

Oltre i deliri... la curva dei delfini

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Perché ci sono rami nelle vene e scricchiolano. Ci sono nuvole nell'intestino che otturano gli occhi, come ghiaccio nel travestirsi in pioggia, come grandine sulle foglie raccolte sui vasi da guerra, sui silenzi... sui poeti che non hanno più ispirazione. Ad Est si spalancano le mattine come pupille gialle, pallide, bianche, come mute ancelle che nel portar luce si tagliano i capelli dorati ad ogni raggio che filtrerà dalla finestra. E mi guarderai dai tuoi occhi ciechi. E mi amerai come la figlia che dall'acqua si dona al futuro spaventata. Il tempo che nel secolo si rincorre come una coda di dragone, come i denti nell'afferrare la monca solitudine, nello sfiorare i lineamenti di statue di marmo. Nel voler affogare dentro le lenzuola, fin nel cuore dei letti per abbandonare... questo mondo... Ci sono deliri incastonati ad ogni notte come fili che Penelope ricuce sulle palpebre. Ci sono amori che sembrano follie, ci sono armi che non hanno pugnali né proiettili eppure trafiggono il petto giù come gli omicidi dei mariti, come i pianti dei bambini chiusi nelle auto... Ci sono anfore per ogni metamorfosi di una parola persa nella gola, per ogni frammento di specchio, custodi nella terracotta come il fuoco che intrappola le mani, come l'argilla -apatica - sulla bocca, come le trombe urlate sulle spoglie dei teatri, con tutto il fiato per orchestre uccise... Ci sono allucinazioni di neonato sospese nel turgido spazio candido come sul seno la madre -che non parla- Come i suoi nèi di una costellazione dove la via lattea riporterà nei sogni, dalle ancore all'abisso fino alla stella polare, la curva dei delfini sul cielo.
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il mondo che noi viviamo. il mondo che noi vediamo. il mondo che i telegiornali fanno vedere. le mogli che vengono uccise, i figli... bambini dimenticati in auto senza l'ultimo addio. le bambine che vengono violentate, e le guerre nel mondo dove i bambini abbracciano un fucile, e non il bacio della madre.
il mondo che sembra non avere porte al futuro, il mondo che soffoca i sogni... ma teniamo stretti i denti come bambini che stringono nel loro piccolo pugno il dito della madre, e percorriamo a volte, quando chiudiamo gli occhi, le costellazioni del cielo.9 settembre 2011
L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (5)

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mario calzolaro29 maggio 2011

una lirica di elevatissima suggestione... la ricchezza delle immagini è assolutamente indescrivibile

Azar Rudif29 maggio 2011

Immagini irresistibili da delirio che diventano simboli di un mondo che viviamo come fosse un'allucinazione o un incubo. L'orignale e rara maestria dell'autrice nell'abbinare oggetti e sensazioni amplificano queste immagini fino a determinare l'essenza assoluta di uno stato d'animo. Stato d'animo che guarda questa esistenza con occhi sbarrati come se si guardasse nell'oscurita di una voragine. La conservo

Maria Rosa Cugudda29 maggio 2011

Opera particolare e molto profonda nelle suggestive immagini! ben strutturata e curata anche nel lessico.

Antonella Bonaffini29 maggio 2011

Vivere è la cosa più difficile che Dio ci abbia chiamato a fare vero? Un poetare che riconoscerei anche se fosse anonimo... sempre grandioso.

carla vercelli29 settembre 2011

Una poesia che vaga nella fantasia più sfrenata per offrirci il quadro della realtà più infima in cui viviamo. Apprezzo questo contrasto perché qualcosa mi dice che questa sia Poesia su cui incantarsi e riflettere e anche agire, Poesia che con le parole può cambiare il cuore e il mondo.