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Riflessioni 30 maggio 2011 · lettura 1 min · 2974 letture

Nel mare della letteratura

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Quando un giorno ci sembra che quei libri, di cui assorbimmo bene o male il succo, i nostri più non turbano equilibri e che più non ci lasciano di stucco, allora incominciamo a riversare su qualche foglio i nostri sentimenti, e i pensieri che emergono dal mare formato da letture precedenti. Galleggia brevemente la barchetta di carta delle misere esperienze: è inghiottita dal mare in tutta fretta, dal mare delle nostre conoscenze. Ciò che si vede sotto un nuovo sole (che è nuovo solamente all’apparenza) è un altro susseguirsi di parole, simili a quelle viste in precedenza.
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Naturalmente, non tutti i libri sono uguali: per ogni singolo lettore ce ne sono parecchi che gli hanno detto poco e non gli hanno lasciato quasi niente, alcuni che hanno trasmesso conoscenze importanti, e pochi, pochissimi che sono riusciti a penetrare nella sua anima, a diventare una parte del lettore stesso al punto che, quando costui si mette a scrivere qualcosa di proprio, è quasi incapace di affermare con certezza chi è il principale autore di quella sua produzione. Il "mare della letteratura" di cui parla la mia modesta poesia è essenzialmente costituito non da quei tanti libri che "noi" abbiamo letto, ma da quei pochi che "ci" hanno letto, per usare la felice espressione che lo psicoanalista Massimo Recalcati impiega in un suo recente lavoro ("A libro aperto. Una vita è i suoi libri", ed. Feltrinelli, 2018) : "Ogni lettore che è stato letto dal libro porta stampate su di sé le tracce di queste letture. Non esiste una lista universale delle letture decisive perché la lettura risponde alla logica dell’evento e non a quella di gerarchie di valori stabilite universalmente. (...) L’incontro con un libro porta sempre con sé l’opportunità di una trasformazione, di dare una forma differente alla nostra vita. E’ questo il potere autenticamente e radicalmente formativo della cultura. (...) Non si tratta solo di erudizione, ma di offrire alla vita l’occasione dell’incontro con la parte più segreta di se stessa. "6 giugno 2019
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Lorenzo Crocetti30 maggio 2011

Bizzarramente, entrando nella mentalità e nell'originalità dell'Autore, mi verrebbe da commentare queste curiose ma apprezzabilissime quartine, ottimamente rimate, con il principio del Lavoisier, applicato alla lettteratura: "In natura nulla si crea e nulla si distrugge"!

carla vercelli30 maggio 2011

Mi piace questo mare della letteratura in cui si riversano i pensieri, una volta che non siamo più turbati da letture che hanno sconvolto il nostro equilibrio, per poi scoprirne la somiglianza con quelli che hanno dato origine alle nostre riflessioni. Versi scritti con la consueta maestria e sottigliezza.

g

saggia ed acuta riflessione ben articolata con quella sottile e tagliente chiosa finale che sfocia nell'ironia