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Introspezione 31 maggio 2011 · lettura 2 min · 1133 letture

Vita

Arturo Vaccarielli 134 poesie pubblicate
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Cammino e non mi giro, ho paura. L'abisso, la morte, il nulla. Ubriachi storditi sul ciglio della strada mi guardano impauriti. Ho le verruche, la lebbra, le ossa rotte. Il male mi circonda, ed io brucio. L'inferno, Satana, il corvo. Ah! ridotto ad una larva, succhio carne. Alcool, assenzio, vino. Brilla nei tuoi occhi l'odio e il blasfemo. Odio il Dio degli uomini. Il denaro, la ricchezza, la stupidità. Chiunque varchi la soglia sarà due volte benedetto. Lussuria ti amo, avarizia ti odio, voluttà ti adoro. I canti della pioggia. Vedo l'odore della pioggia. Tempesta, vortice, fulmine. Descrivo un suono: tra tra ta ta. Guerra, genocidio, bellico. Sono l'eletto. Vedo la realtà nei sogni. Incubi, nevrosi, melanconoia. Sono caduto nel vortice dell'amore. Donna mia guarda il mio amore. Felicità, passione, compassione per un addio non offerto. La fenice vivrà ed io morirò. La filosofia insegna ed io apprendo. Platone, Socrate, Seneca. Sono un principe in balia dell'incendio, guardo il mio regno bruciare. Noia, male di vivere, esausto. Mi guardo e mi lascio vivere. Il mio mondo è solo mio. Inetto, sfinito, sognatore. Io vivo forse vegeto descrivo il pensiero forse ermetico capire vedere ascoltare vuoi capire? Guarda negli occhi il male e capirai.
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Arturo Vaccarielli
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Commenti (1)

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Azar Rudif1 giugno 2011

Forse, basta guardare questo mondo che gli uomini hanno costruito per comprendere le sensazioni che hanno suscitato questi versi in parte melanconici, ma in maggior parte di denuncia e di ribellione. Ma non è con l'acqua che si combatte un'inondazione e non è con il male che si combatte il male (considerazione personale). La conservo per il senso di denuncia che mi piace leggerci.