Parole

Potrei parlare e raccontare
di come perdutamente
l'un nell'altra c'eravamo annullati
dimentichi dell'io egoista
che albergava in noi
del mare di sogni
in cui ci cullavamo
agli albori del nostro amore.
Ed ogni parola sarebbe balsamo
a lenire le ferite che senza volere
ci siamo procurati
quando l'io egoista è riaffiorato in noi
e l'un dell'altra ci siamo dimenticati
come arido deserto dove solo vento soffia
ad alzar la sabbia che lo sguardo acceca.
Parole che risuonano vuote ora
ferite ancora aperte
difficili da rimarginare
l'oblio della rassegnazione
ha raggiunto il punto di non ritorno
e cupo e sinistro ogni giorno appare
mentre si cerca disperatamente
di non smettere di sognare.
Parole non più sussurrate ma quasi urlate
ad esternar dolore che dentro uccide
nell'affannosa ricerca dei perchè
abbiam lasciato che quel fiume
straripasse
mentre quell'urlo chiuso nella gola
in fondo al mare vorrei annegare.
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L'autore
Marisol58
Commenti (2)
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Patrizia Ensoli2 giugno 2011
Lirica intensa, urla un dolore mai assopito ... Tardi arriva la ragione, molto spesso, l'amore non basta ... Solchi profondi, tagliano l'anima ... Sentita ... profondamente sentita ... Brava!!
Danielinagranata2 giugno 2011
Un ritmo lento e riflessivo accompagnato da un malinconico sentire pervade tutta la poesia tristezza di un attimo o di una vita... Toccante di grande emozione...è molto bella anche se fà male


