Quei treni presi e ripresi

Mi hai donato stagioni
erano crepuspoli
fra le dita
come segno di pagina
incantata
alla pagina quarantanove
Erano frontiere divelte
dei nostri aliti di prima
del costruito inerte ed immobile
Leverò sbarramenti d'acciaio
per non farci più penetrare nell'oscuro
Erano i tuoi balocchi
esposti abbandonati
trattenuti in un so dove
nelle giometrie
d'un cantone ad appassire
I sassolini grigi
rubati all'aurora
della tua camera
Le ore di luce
che come memoria
paiono pagine stese al sole
le nostre maglie
ancora da spiegare schiarire
al domani
Quei treni presi e ripresi
ed or son lontani e perduti
quel interstizio sicuro
che sempre ci riaccosta
ci rinsalda nell'animo e
negli occhi fra il palpito del cuore
©
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L'autore
Mr Magoo
MR. MAGOO simpatico vecchietto, calvo e brontolone, che si ostina a non voler portare gli occhiali nonostante sia fortemente miope quasi cecato tema principale gli equivoci dell'incosciente, vecchietto che si caccia in un mare di guai: quando prende l'aereo, crede che si tratti di una nave e quando cr
Commenti (1)
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Clara Gismondi2 giugno 2011
Ci sono versi nella tua poesia che sanno scivolare nell'anima e lasciare il segno... Molto bella. (toglierei i refusi...)

