La pioggia
Domenico Politi
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Ti vedo senza fine, in questo ciclo mio di vita...
Come un bimbo che si affaccia al mondo,
mi inducesti un senso di stupore al nostro primo incontro,
nei ricordi sei uno sfondo.
Un contadino nel suo orto, se non scendi ti vien contro
e nel pregar Dio vederti cadere, prima di cenare.
Sei una comparsa di teatro,
perché tutta l’attenzione cade dal recitare,
che la donna di natura sente contro.
Sembra una trovata amena
non metterti al centro di una scena,
ma bisogna pur dir delle tue meravigliose rappresentazioni;
dalla solitudine, al tormento, alla sofferenza di una pena,
dall’erotismo e l’amore, incerte, come situazioni.
Di delusione e di felicità in alcune incitazioni,
di gioia e di dolore e di tristezza,
che son forti, come emozioni,
di sconforto e amarezza,
di vita e di morte e di lacrime divine sorte,
dal suon che produci nell’aria, nel toccar terra,
e per la tua grande espressione di saggezza.
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Domenico Politi
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