Il seduttore
Grazia Longo
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A contemplar sensuale
il macabro trofeo
giovane vecchio spavaldo
senza pietà alcuna per il vinto.
La compassione è straniera alla tua parte.
Celebri compiaciuto la tua perfetta mira
e tronfio e gagliardo
a tutti mostri il trofeo sanguinolento.
L'hai trafitta con una freccia
rubata al putto
per poi spegnerle il sorriso
e ferirla ancora e ancora
col ricordo di carne e fiato
-senza voce-
della tua vittoria.
E ancora la strappi ogn'ora
all'abbraccio dell'oblio.
Il silenzio cuce con l'ago del peccato
a doppio filo il labbro e il cuore
e crudele tace il tuo occhio truce.
E' ferma la mano stretta sull'elsa della vendetta.
Resta in fondo alla sacca l'ampolla del disprezzo
-sigillato- perché non possa evaporare
nel fremito maligno della tua vibrante voce.
©
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Grazia Longo
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