Il grido di un peccato
Domenico Politi
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Nar.:Ha perduto le sue ali per amore di
una donna...
...
Lei: "Oh mio Dio! Perdona quest’essere mio e tuo,
che mai, nel dir di primo acchito, avrei capito
cosa fosse questo dolce nettare
e che tanto vi apparteneva".
"Egli non era ne uomo ne donna,
ma indifferente non restai alle sue dolcissime parole.
Melodia sembrava al mio udito,
da destare e placare qualsiasi mio sospetto".
"Come d’ incanto, fui da lui folgorata,
donatami al suo altissimo cospetto,
mai avrei pensato che tanto caro
gli sarebbe costato mio gesto".
"Se potessi tornar indietro per riparare
l’offesa, cosi tanto infame apparsa,
da trasformare questo mio dolce sorriso in un lamento,
che nell’Eterno rimbomberà rendendomi l’inferno".
...
LUI: "Mia dolce e splendida creatura
non disperar e pregar per me.
Se mai ho commesso peccato nel averti amata,"
"miglior castigo non poteva essere più clemente di questo,
per il tuo esserti donata.
Ho perduto le mie ali, non sento più Dio come prima,"
"ma ti assicuro che ho Dio più di prima,
attraverso quel gesto, che tanto parve un’offesa,
l’amore, frutto di Dio, a cui ti sei arresa".
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Domenico Politi
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