Grecale
mario calivà
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Non puoi immortalare
su di una tela
il Grecale soffiare.
Vien delicato,
rispettoso,
alitato da bocche ignote.
Puoi solo disegnar
le foglie sospese,
un attimo prima immobili
dormienti sul sentiero,
dentro un vortice
roteante di colori
del presente d'autunno.
Le fronde del bosco
vengono scosse lievemente
al suo passaggio
per poi ritornar salde.
E' resa della danza
sugli immobili silenzi,
quiete vita
che defluisce nell'immoto.
Così svanisce altrove il grecale
aspirato dal nulla
tra le scie invisibili dei venti
e vanno affievolendosi
come fiamma di candela consumata
i vortici,
lasciando delicatamente
cadere le foglie
che si confondono
tra le ferme presenze
dei viali dei tramonti.
©
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mario calivà
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