Cerco le parole
Gianpiero De Tomi
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Cerco le parole
ma la notte è avara
mi guarda e sorride
e non concede nulla
si pulisce i piedi
sulla pedana a mezzaluna
ed esce in silenzio
dai miei occhi.
Allora resto adagiato
nel grembo irrigidito
dei miei pensieri
alte erbe, scosse dal vento
mentre mi ricoprono
le malinconie dal verde alito
accarezzano i capelli
umidi, di antichi unguenti.
Mi accorgo del mio abito
è stretto, corroso alle estremità
ed anche il colore sciogliendo,
ricama sul passo persuaso futuro.
Ma è come pelle necrotica
incollata sulla carne viva
a corrompere, strato dopo strato
ogni respiro d'aria pura.
Allora strappo, sanguinante
brandelli di dolore
accetto la ferita incombente
mi libero dell'ultimo timore.
Solo in quell'istante, la notte
nella sua mano aperta
lascia cadere polvere d'oblio
dal dolce profumo d'Artemisia.
©
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Gianpiero De Tomi
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