Delirio egizio
Massimiliano Zaino
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Tace il deserto
de' regi nostri.
Ora converto
d'aquila i rostri:
declamo loro
verba d'Ammone.
Brilla il tesoro
del santo Orione.
Grida la faccia
dello sciacallo.
Vola alla caccia,
mangia il corallo.
Placido Nilo
sommerge lidi.
Si spezza il filo
di tanti gridi.
Parlan le tombe
dai vegli tempi.
Cadon colombe,
tutti sono empi.
Piangono i Numi
da Ciel commosso.
Scoppiano i lumi
sul sangue rosso.
Hator d'Amore
parla furiosa;
sparge dolore
su questa sposa.
Cadon colossi
da ciel furenti.
Taccion commossi
sensi gementi.
L'orbe finisce
in quest'istante.
Tosto ferisce
Amor l'amante.
Più non si trova
segno di Vita.
L'aquila cova
prole smarrita.
L'uovo si schiude,
un mostro nasce.
Sempre s'illude
nelle sue fasce.
Schiere d'armati
pestan le biade.
Detti sprezzati:
l'Egitto cade.
Anubi oscuro
divora morti.
Il Nume duro
ignora torti.
L'Intero crolla,
muore la terra.
Spira corolla
in tetra guerra.
Ma in questo giorno
d'aspro morir
grida d'intorno
lungo soffrir.
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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