Figlio celeste
Paolo Lorussi
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Su di un altare
un canto
si è posato,
lacerante melodia
irrompe
nel calice di vita.
Sangue tuo
ribolle,
di veste bianca
eri,
un lieve grigiore
appare,
tu altissimo
celeste uomo,
di noi martire,
soggiogato dall'inganno
per mano di un amico.
Annientatore di pene altrui,
interminabile santo
figlio
fatto uomo.
Quel canto
è mio,
figlio illegittimo
di una vita amara.
Non riesco a dar pace
non riesco ad aver pace.
Pentimento
il mio corpo
la mia mente
il mio cuore,
cerca...
Dammi speranza
fa' del mio canto
un eruzione di gioia.
Grato sempre
comunque
ti sarò.
©
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L'autore
Paolo Lorussi
Paolo Lorussi: nasce il 25 aprile 1964 a Monopoli (Puglia). Diplomato Geometra, nonostante la sua passione per la pittura e il disegno, decide di mettere da parte una possibile carriera da libero professionista intendendo intraprendere l’attività professionale del padre, che ancora svolge nella sua città natale. Il suo
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