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Introspezione 14 giugno 2011 · lettura 2 min · 1324 letture

Naufrago

Christian Lezzi 74 poesie pubblicate
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Eppure capita non basta più fuggire levar le tende e andare la tua ombra già t'insegue incollata come sudore gelato sulla pelle a roderti il respiro quel fiato corto stretto in gola incapace ormai d'urlare. Succede e non sai come che non freni la caduta spezzandoti le ossa lungo il baratro affamato stracciata la tua pelle tinta di quel sangue impazzito nelle tempie perso il cuore in superficie lasciato a ridere di te. Impotente reazione inutile ormai provare stringendo nocche bianche di rabbia spaccandole con forza contro il muro che t'opprime sei naufrago d'oceano aggrappato a quel relitto che ostinato chiami vita. E poi ti svegli nel momento dell'addio ridestandoti dall'incubo di paura ancora avvolto nonostante tu sia desto e d'improvviso la ritrovi la forza per urlare spaccare il mondo e ricostruirlo solo nella notte solo con te stesso tu col tuo destino. E ti ritrovi a camminare sicuro finalmente tra passi tremanti e sentiero che prende forma prima che sia giorno prima che sia tardi serrando ancora i pugni deciso ad andare a riprenderti il futuro inseguendo la tua vita per cambiare l'orizzonte.
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Illustrazione di Rabarama

L'autore
Christian Lezzi
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Commenti (1)

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mario calzolaro14 giugno 2011

c'è tensione e pathos in questa bella e ponderosa lirica che ho molto apprezzato