Esule
Christian Lezzi
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Terra d'Istria
rossa come il sangue
di gente d'oltremare
terra stuprata da mano straniera
annientata dall'oblio
dal negato ricordo
dalla cancellata dignità
senza più un nome
a vagare per il mondo
vittima d'un dramma
come un apolide
che non ha scelto.
Ripensi alla Bora
al Carso innevato
al mare di Pola
con lacrime già piante
che mai smetterai di versare
su tombe anonime di fratelli
gettati nell'abisso d'un crepaccio
nel mortale abbraccio
del filo spinato
nella cruda pietà
d'una raffica di mitra.
Ripercorri le tue strade
da straniero questa volta
turista sgradito in casa tua
scalpiccio di piedi alieni
su selciati ch'eran tuoi
rivedi quel molo
quel giorno maledetto
quando la resa estrema
col nome di Toscana
tii portò ad abbracciar fratelli
separati da una frontiera.
Rivedi la tua infanzia
spettatore da lontano
Esule senza colpa
in un mondo senza pietà
svenduta è la tua terra
d'altri è la tua casa
per sempre tuo il dolore
il ricordo di quell'alba
di luna calante
nell'incubo di quella notte
di stelle rosso sangue.
©
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L'autore
Christian Lezzi
Commenti (1)
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DonnaFPgreeneyed18 giugno 2011
Lirica densa di pathos, ricca di tristi ricordi degni di essere rammentati. Lodevole e molto apprezzata. Complimenti!

