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Impressioni 18 giugno 2011 · lettura 1 min · 1701 letture

Morrei

P
Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Né ora né mai un varco aprirei tra le verdi mura dei cespugli arborei allineati e potati con cura tosati. Regno della biodiversità ecosistema di qualità né ora né mai oltre i cespugli il mio sguardo volgerei. Ahimè l'orrore troverei nelle industrie grige e velenose, nei centri urbani di morti viventi, nei laghi artificiali maleodoranti, nei fiumi aridi putrescenti, nei latifondi annaffiati con i diserbanti. Come una lumaca mi ritrarrei terrorizzata, a strusciare tra le bacche di sambuco ed i petali di rose tra il viburno ed il biancospino tra nocciole e nere more mi nasconderei, con le spine dei rovi mi proteggerei di germogli bacche foglie e frutti mi ciberei, maggiolini, lucertole scarabei tra gli amici eleggerei. Nei cespugli, habitat vitale, godrei oltre i cespugli, tenebre e veleni, morrei.
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vita nella vita.

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Commenti (6)

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DonnaFPgreeneyed18 giugno 2011

" L'Autore, rispettoso estimatore della natura, si preclude la visione del futuro, decomposto dall'azione devastante dell'Uomo del presente, augurandosi di poter vivere nell'habitat che gli è più congeniale coordinato e diretto dalla natura stessa. Lirica ben costruita, con spunti alla riflessione. Molto gradita."

Angela Fragiacomo18 giugno 2011

punto di vista... prospettiva... perfettamente condivisa... la vita che si nasconde dentro la vita... ed è vera, non inquinata, nel suo equilibrio naturale, maestosa ed affascinante... oltre che invidiabile... molto molto intensa ed apprezzata!!

In questi versi si legge un profondo amore e rispetto per la natura che non può essere che condiviso. A volte la legge della sopravvivenza ci porta a concentrarci nel nostro mondo ineriore, per trovare la forza di andare avanti e continuare ad amare la vita.

EnzoL18 giugno 2011

una lirica speciale, pregna di immagini evocative ... un autore che ben comprende l'importanza della natura e il terribile disfacimento che l'uomo giornalmente arreca... molto apprezzata e condivisa

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cristina biga19 giugno 2011

Descrizione dela vita in un rifugio creata da noi, bella intensa ottima stesura, complimenti di cuore...

Garbofania23 giugno 2011

L'arrogante opera dell'Uomo che s'è appropriato del diritto di proprietà dell'intera sfera terrestre, occupando spazi sempre più grandi e sottraendoli ad altri esseri viventi. Dietro quel cespuglio c'è un Mondo devastato e sofferente. Saggia la piccola Lumaca a restare tra le foglie e le bacche, a nascondersi tra i fiori. Tra i Versi, un amore e un rispetto per Madre Natura, ma anche un grido di dolore e accusa verso l'essere più ottuso che esista, verso chi sistematicamente e diabolicamente sta divorando la Terra.