La voce
Stendo la notte ai miei piedi
appena oltre i cespugli,
mi sento uomo solo nell'infinito,
l'infinito che voce non ha.
Parlo da solo in una bava di vento
che si ferma nei capelli e la mente
leggera mi scuote e leggera
mi accompagna fuori dalla voce.
Oltre lo spirito si sazia,
ha cancellato la morte,
né teme alcuna sorte:
né padre, né madre, né Dio.
Io sono io che mi unisco
al primordiale creativo spirito
fino all'ultima mia cellula e parlo
con la voce, che ora, ha il cuore.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo21 giugno 2011
Mi piace tantissimo quell'assolo della chiusa... quell'io che è sempre oltre quella siepe... dove lo spirito attende sempre l'incontro... Molto apprezzata...
