Kel tamahaq
Barbara Golini
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siedo accoccolata al mio ventre
chetando il senso d'infinito che mi sottende
sorseggio l'amaro del destino
mordo il dolce della menzogna
rumino come mucca al pascolo
l'erba del dolore
assaporo il succo dell'intelligenza
distendo i legami amichevoli
disperdo al vento granelli di solitudine
socchiudo gli occhi al fato
mi risveglio dal lato sbagliato
attendo l'appartenenza
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (1)
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h
hy ju20 giugno 2011
Accoccolarsi per placare il senso di infinito... Rannicchiarsi, farsi piccoli... per non smarrirsi in quell'immensità che spaventa... Lo spazio, la vastità...e il nostro esser niente...
