Il derelitto
Claudio Battistella
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Di rancido sapore il pasto,
fosco il fiato e sghembo il passo.
Fulvi i capelli accantonati
sulla crespa fronte come resti
d'un passato ignoto.
Cenciose vesti ondeggiano pessimiste.
Tra i denti ingialliti sabbia
e forse ormai logore preghiere:
hanno morso pietre.
Senza scopo si rincorrono confusi
pensieri, tuoni, gli uni gli altri,
cupi e vispi, cattivi e foschi,
incompiuti. Reietto dal cielo,
odioso il ghigno arcigno
teso al mondo.
Segrete parole pronunciate al cuore
urlate a folle voce, incomprese,
incomprensibili e sfatte, frantumano
il silenzio potente del traffico.
Professioni di devota rabbia
prostrazione e scherno per ignoti,
tutti e nessuno, ciascuno,
sé infelice,
insondabile, solo.
©
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Claudio Battistella
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