Fino alla morte

Piuttosto
che un sogno astratto
sfocato ingarbugliato
da continui black out
da repentini cambi di scena,
di luoghi e persone,
di rabbia, amori e passioni
e sesso incorporeo,
preferisco realtà concrete,
ove
veli pudici e setosi
cadano,
spinosi pudori
svaniscano,
ancestrali vergogne
evaporino.
Ove ora
denudati, decanonizzati
libero
ardentemente desidero
che
le mie frementi mani
i tuoi rotondi seni
palpeggino,
le mie rudi dita
i tuoi turgidi capezzoli
stropiccino,
le mie protese nari
i tuoi inebrianti profumi
insufflino,
le mie avide labbra
i tuoi caldi umori
succhino,
la mia ruvida lingua
i tuoi reconditi piaceri
titilli,
le tue tornite cosce
il mio madido corpo
trattengano,
le tue gementi grida
le mie dure orecchie
lacerino,
e infine, dolce e saziata fine
i tuoi innumerevoli godimenti
il mio continuo piacere
rinnovino.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
EnzoL24 giugno 2011
bell'immagine erotica... morire di sesso! belli i versi che riescono a coinvolgere completamente... complimenti!
DonnaFPgreeneyed24 giugno 2011
Con decisione e concretezza l'Autore, dimostra chiaramente di non amar le mezze misure. Lirica impetuosa, trascina e coinvolge nella lettura di un forte eros. Immagini nitide non lasciano dubbi. Letta con interesse, bella!
Emanuele Martina24 giugno 2011
molto diretti, poco pudici, schietta e senza mezzi termini, complimenti, piaciuta
In Venere veritas28 giugno 2011
la ripetizione stanca un po', però potrebbe ricordare qualcosa di ritmico. un po' di ove di troppo... però carina



