Quando si credeva alle favole

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (7)
Ci si ritrova in questi deliziosi versi, molto belle le metafore; quando si vive con impeto non si bada davvero a nulla si soddisfano alcuni sentimenti annullandone altri che magari dopo un po' di tempo si rivelano più importanti, letta in questo modo ... e mi è piaciuta moltissimo
Quando cade il velo dagli occhi le favole diventano ormai lontane, sarebbe bello conservare una dose di illusione ma così non è. Si deve crescere... Lirica piaciuta e apprezzata
l'incanto svanisce con il crescere, è una gran bella poesia, complimenti apprezzatissima
tutto svanisce e crescendo la consapevolezza prende il sopravvento... affrontare la vita con occhi aperti è la soluzione migliore... bei versi... come sempre
Una composizione classica, scritta molto bene, senza tanti fronzoli, e ovattata di una nostalgia disincantata, una malinconica partenza... "un dolore cupo rifrange" complimenti all'autrice.
passano gli anni... eh! si cresce... (cosi dicono loro) scriviamo ci struggiamo nel ricordo di sguardi, mani sudaticce e cuori che si frantumano... si vero... con il passare degli anni ci si disillude, non si crede più alle 'favole' ... però mi chiedo come mai allora continuiamo la ricerca... perché non ci arrendiamo all'evidenza grigia e continuiamo a sperare in biancaneve e i sette nani? forse perché sappiamo che la via potrebbe essere quella giusta? forse ci siamo disimparati o meglio ci hanno diseducati ai sogni? qualsiasi essi siano... la lirica è bellissima e mi lascia queste riflessioni... complimenti all'Autrice!
è grande la delicatezza di questa poesia espressa chiaramente e con ricchezza di immagini




