Di Dante l'orme

D'abisso rimirai lo vacuo sguardo
quando la testa spinsi giù dal colle
che 'l corpo già l'aveva preceduta
S'arse immediata nella lava fusa
pe' ritornare a galla nuda
secca del vuoto che c'aveva dentro
S'affretta 'l passo sulla terra bruna
del mio viaggio in Ade sacre l'orme
che del divin già s'erano appannate
Orfeo che suona ancora quella cetra
che lo rivide folle sulla china
un dì di pietra colla donna amata
Scevro del tempo che facea vestito
s'incamminò sul letto dei tratturi
col viso al cielo e con lo scettro in mano
Che del suo mondo persa avea la guida
In lontananza apparve allora un vecchio
che conosceva il senso degli Dei
fè con la mano breve un cenno
verso le sponde del fiume vicino.
Col passo greve e con il fiato stanco
s'approssimò verso la meta ambita
ma vuota era la barca là sul molo
nemmen Caronte stava ad aspettare.
Diresse allora solo a vista il legno
sulla sperata rotta del ritorno
ma il nulla s'erse in fronte al mondo
e la sua strada mai la ritrovò
Nel vago sonno che lo precedette
d'ira e cavalli fece la sua storia
ma la diletta morte gìà l'aveva preso
nel vacuo senso pregno della gloria.
E del fallace regno, niente rimaneva...
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L'autore
Marco Casini Marcoforever
Marcoforever è nato a livorno il 30 settembre del 1956, la sua crescita è stata forgiata da miti come Venditti, Guccini e De Gregori, persona poliedrica e capace di innalzare il suo volo alto nel cielo pur rimanendo legato a fili di umiltà che lo rendono un uomo vero. Amante della buona musica si è forgiato fra le not
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