Quando la lezione ha il suo perchè
Gianpiero De Tomi
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Impari in fretta, detesti il silenzio
non prendi appunti, grande memoria.
E mentre le circostanze attenuano
la luce che invade la stanza ocra
che non sarà mai l'estremo anelito giallo- oro
- che hai sempre desiderato -
imparo anch'io dai minuti e dalle ore
come attento allievo, che fissa la lavagna
osservo le ombre che scorrono sui muri.
Nulla di scritto, solo ritmo sulla carta da parati
ansiotiche forme, divergenti e convergenti
rimbalzi al cuore ed oscure nature morte.
Qualche testa d'animale onirico
esce, dal suo piccolo Nulla in disarmo
ma poi si torna alla tabula rasa
sfumatura invadente, noioso sproloquio.
Non mi alzerò ancora dal letto
ma ansimerò fra le lenzuola
ancora un po', prima della nuova
pausa fra le consuetudini.
Per oggi basta. La lezione è finita
sia per te, che per me.
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Gianpiero De Tomi
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