Bla- bla- bla

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in pochi versi ben descritte due perle del comportamento umano, la calunnia e la diffamazione. L'uomo dovrebbe ricordarsi di quelle parole dette dal nazareno. "Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra".solo vana utopia. Una volta la calunnia e la diffamazione, erano un arte, fatte col la dovuta filosofia del saper parlare e che arrivavano solo agli interessati e agli addetti ai lavori. Altri tempi... trionfava il "Bon ton" Oggi la calunnia e la diffamazione è "gossip" il pane quotidiano di televisioni, giornali e rotocalchi. Un enorme calderone a cui non sfugge nessuno, basta un avviso di garanzia anche se poi nulla risulta sul tuo conto, e sei flaggellato, famiglia ed affetti compresi. Un vero cancro figlia della "globalizzazione"
Parafrasando un famoso personaggio: "Ne uccide più la lingua che la spada"... Ma tutto si lega alla meschinità e all'ignoranza, che sempre più prende piede... Elegante esposizione e versi magistralmente sviluppati...
sacrosanta ribellione questa lirica di questa autrice, quante volte vengono dette cose tanto per ferire... spesso però figlie di ignoranza è vero.
La prima cosa che mi trasmette questo testo è la logorrea ... penso sia un fatto caratteriale e che il problema stia nella paura di non riuscire ad esprimersi in maniera pienamente comprensibile dal nostro interlocutore, si parla tantissimo come una mitragliatrice in modo tale che l'altro non deve perdere nemmeno una sfumatura di ciò che intendiamo dire; questa l'idea che mi ha trasmesso la poesia; ottimo spunto di riflessione
Sommergere l'interlocutore di parole spesso lascia solo un vuoto. Ottima riflessione, ben scritta, brava l'autrice



