Il cieco occhio della notte
Grazia Longo
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Pausa notturna
a rincorrer ombre
prima di consegnar
alle piume di morbidi guanciali
i pensieri come sassi lanciati
nel pozzo senza fondo del sonno.
Non fanno rumore i sogni,
non vivono di certezze i desideri,
ma ci fanno morire e rinascere
-infinite volte-
sotto l'immota coltre
di calma apparente
e ci danno la morte
per un bacio non dato,
una carezza negata,
un sorriso sfiorito
-sul viso di ieri-
un buio che ci annega
dentro a quegli occhi
che ci fecero belli.
La parola che ci morì sulle labbra,
il gesto restato a mezz'aria,
la mano retratta
e l'eco, ancora l'eco,
che resta nel lacerante silenzio
e diventa canto notturno per poeti e vati,
là dove le tenebra acquista
la chiarezza vaticinante del sentire
senza vedere, senza udire.
E il nulla del cieco occhio della notte
si popola di fantasmi antichi
che non trovano dimora nella luce del sole.
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Grazia Longo
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