Onanismo conservativo

Lei stava seduta là.
Sola,
dalla tibia perforante.
Aveva appena rubato
il mio ultimo sospiro.
Di scatto si alza
il suo vento di disgrazia
mi siede accanto...
sento il suo livore avvolgermi
come un panno caldo.
I suoi occhi,
sanno di menta, lo so,
scrutano il mio sconforto.
Implacabili.
I suoi perchè,
graffiti turchesi, lo sapevo,
ansimano sul mio collo.
Impietosi.
Il nulla ci bracca.
Strizza caviglie da fuga
riavvolge i capelli
se ne va...
lasciando una scia rancorosa
che sa di salsedine...
a volte, finisce così.
©
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L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (2)
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In Venere veritas2 luglio 2011
a volte, finisce così. a volte l'ingresso è sbarrato. a volte il giorno è mirato dalla canna fumante del giudizio morbido che mi incuinei dentro e le mie cancellate saltano. ancora una volta.
Splendido Leotta Michele2 luglio 2011
è il mordende che sfuma perché di cuore offusca il sentimento a chi dona il vero e non è compreso... che splendore dedicato in versi sublimi e sentiti... una grande POESIA... COMPLIMENTISSIMI... APPREZZATA


