Angeli senza nome
Giovanni Facchetti
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Ci son professioni assai malpagate
fatte da eroi che non hanno volto
che dai potenti vengon snobbate
ma che sarei fiero di onorar molto.
C'è chi presta servizio negli ospedali
e a chi ha bisogno dona un sorriso
e non può pensar ai propri di mali
perché il suo dovere è fare buon viso,
e mentre i Baroni raccolgon le glorie
ed i dottori son da tutti osannati,
gli infermieri raccolgon le scorie
che cadon dai letti di tanti malati,
e se alcuni medici vaghi e sfuggenti
trattan chi curan in modo altero
loro accudiscono tutti i pazienti
come se fossero un amico vero,
per quattro soldi e tanta fatica
coi turni di giorno di notte e la festa,
l'abnegazione come unica amica
per consolar tanta gente che è mesta,
passando il tempo tra la vita e la morte
tra chi urla, chi piange e chi si dispera
tra chi invoca Dio o impreca alla sorte
tra chi vuole aiuto e non preghiera,
a questi angeli che ci hanno curato
come fossimo bimbi, con discrezione
e che appena guariti abbiamo scordato
perché agli umili non si presta attenzione
voglio donare il mio grande rispetto
poiché scegliendo la lor professione
offrendo la vita a chi sta dentro un letto
si son dedicati a una grande missione.
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Giovanni Facchetti
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