Una goccia di buio
Stefano Drakul Canepa
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una sola goccia
di buio nel tramonto
e poi la luna
Ora che mi è concesso un giorno e poi una notte
voglio parlarvi di quel crepuscolo a sud del mare,
nero di nubi all’orizzonte, caldo di pelle ambrata
e denso di tutte le scaglie di luce lasciate alla sera.
Ora che mi è rimasta una sola ombra ed una luna,
lasciate che vi racconti di una carezza dimenticata
fra le rovine di un altare magico, dove le foglie
argentee del bosco attendono ancora una promessa.
Era il tempo del fuoco e della quercia, il tempo nero
delle danze trascorse a respirare le stelle, del fiume
acceso al vento in una melodia di passi e piedi nudi.
Ora che mi è rimasta una sola alba, state ad ascoltare.
Quando era il tempo della semina nuotavamo il grano,
e poi correvamo lungo il ruscello per vincere il sole,
trionfatori di due labbra rosse dal sapore di miele.
Era il tempo dell’oro e dei riflessi eterni di giada.
Ora che mi è rimasta una sola tenebra ed un’ombra,
voglio tenervi per mano e lasciare le mie parole
a questo maestrale, freddo come il metallo delle spade
nei giorni di battaglia e di lago rosso, nei giorni neri.
Era il tempo dei duelli e delle rincorse senza fiato,
dei sospiri nascosti a sfiorare due grandi stelle accese,
che poi il sapore rimaneva sulle dita per intere ere.
Ora che mi è rimasta una stagione ed una goccia di buio.
Ora che nel mio cuore malato è rimasto solo un tramonto.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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I
Il Crudo5 luglio 2011
però, sono colpito dallo stile, molto diverso dal mio modo di sentire ma apprezzabile. d'altra parte la diversità va premiata quando c'è qualità
s
stefania giacarelli17 maggio 2013
Sono davvero colpita dal tuo stile così asciutto, a tratti quasi scabro, privo di quelle iperbole che tanto piacciono e di cui molti si compiacciono... inoltre questo sottile senso di morte che si respira mi è congeniale e rende la poesia intensa e vera... abbiamo qualcosa in comune...
