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Satira 5 luglio 2011 · lettura 1 min · 2792 letture

Golem

mario calzolaro 369 poesie pubblicate
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Nembi color cenere dileggiano il cielo che di lampi corruschi a tratti si illumina e il vento con forza trascina la sua ira sulle strade dell'Uomo stupido Golem senza Anima e Pensiero schiavo muto robot cieco della forza sua ignaro da "Verità" nato e a "Morte" destinato sol che lo voglia il despota suo Creatore Sol "Conoscenza" può dar rimedio al vuoto dell'anima sua che, non sapendo, disperatamente cerca negli anfratti di un Mondo amaramente rinserrato nelle volute a chiocciola d'un cupo diniego. Così la pioggia lo batte nel suo vagare triste rigandogli il viso donandogli Lacrime di cui non sa. E' invisibile la catena che lo lega al Creatore suo lunga catena che lo tiene per tutto il percorso della sua solitaria ricerca e che non servirà a trattenerlo e a fermare la Caduta senza fondo e senza tempo nell'orrido abisso che nell'attesa già da lungi protende la sua mano.
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L'autore
mario calzolaro

Sono nato a Taranto,e ci vivo . Sono un avvocato,penalista. Amo scrivere poesie.Amo il teatro,il cinema,la poesia,la letteratura , l'Arte in genere,la fotografia ed i fumetti. Colleziono dipinti contemporanei ed arte figurativa , arte giapponese del XVII,XVIII e XIX secolo ( netsuke,inro,ojime,stampe).

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Commenti (16)

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elisabetta tegas5 luglio 2011

una lirica assolutamente spettacolare tra la mitologia di stampo ebraico ed il parallelo con lo stesso iter esistenziale dell'uomo, nelle sue fasi... intensamente suggestiva e "scenicamente" perfetta.

DonnaFPgreeneyed5 luglio 2011

L'Autore con questa Sua lirica profonda, acuta, ricca di significato accosta il Golem, materia grezza, informe, all'Essere che nella sua mal formazione ed incapacità d'usare la propria consapevolezza - pensiero- coscienza- lasciandosi trascinare dagli eventi o dall'esteriorità, si comporta da robot, soggetto ad essere soppresso dal suo creatore. Solo la conoscenza ed il riappropriarsi di verità e coscienza potranno esimerlo dal dolore e forse dalla mala fine che egli stesso, continuando in un certo percorso, provoca. Bella e tosta! Grande monito per chi vuole fare un'ottima riflessione. Complimenti!

C

notevole il pensiero espresso in questa poesia, ottima la metafora del Golem, poesia significativa, fa riflettere, complimenti all'autore

Una bellissima poesia di satira molto raffinata ed intelligente... complimenti all'autore che con versi ben stilati nella loro semplicità,manda un messaggio di vita

D
Dany Blasi5 luglio 2011

Riflessione di notevole intensità e forte, eloquente metafora sul destino di chi muto, sordo e cieco non possiede la consapevolezza del suo essere... determinando così il cadere negli abissi profondi del suo stesso male! Mirabile poeta dell'animo umano e delle sue mille emozioni, sentimenti, sensazioni... un monito in versi, questa eccellente lirica!

Silvia De Angelis5 luglio 2011

Delineata espressività, in versi satirici sapienti, che l'autore presenta in un'ottima forma poetica. davvero gradita... Poesia apprezzata

Angela Fragiacomo5 luglio 2011

Superba metafora, dalla mitologia ai giorni nostri, dove esiste un padrone di pensieri, che ruba l'anima a succubi inconsapevoli... la massa plagiata dai media ben ne rappresenta l'esempio... il vincolo c'è, ma viene negato, addirittura passato per felice indottrinamento alle regole dell'apparire, piuttosto che essere... ed il precipitare nel vuoto della non- consapevolezza, contrapposta alla conoscenza...è il destino dei Golem di oggi... egregia riflessione, come solo un autore di tal spessore poteva regalare... apprezzatissima!

Fiammetta Campione5 luglio 2011

Conoscenza è la parola chiave, solo la consapevolezza ci può aiutare a 'vedere' a non essere più ciechi e schiavi del pregiudizio e del conformismo (ho trattato l'argomento nella mia poesia 'La caverna') Una splendida lirica, m'inchino alla bravura dell'Autore e la conservo

G
Gianny Mirra5 luglio 2011

Una lirica che fa molto riflettere sulla manipolazione dei pensieri e forse anche dei valori. Si è succubi di coloro che impongono senza riguardo violentando le ingenuità e le menti forse troppo fragili. Come sempre l'autore espone magistralmente liriche di alta poesia. Mario.

S
Sadness5 luglio 2011

Affascinante, molto ... come macchina, impossibilitato di provare qualsiasi tipo di emozione, privo di un'anima, incapace di parlare o di pensare ... mi sono ritrovata a fare un pensiero forse contorto, si, a volte sarebbe bello essere così ... cmq davvero una grande lirica, complimenti!

Midesa5 luglio 2011

grande lessico splendide sensazioni satira che dilaneggia sapiente... plauso all'autore che muove divinamente le sue pedine( versi)...super

Antonio Biancolillo5 luglio 2011

Con grande disinvoltura l'Autore ci porta dentro quell'immagine mitologica rapportandola al nostro esistere di sempre... quasi obbligato ad eseguire alla lettera gli ordini... come un robot nelle mani del suo creatore... e diventare una specie di schiavo, incapace de pensiero e della parola... privo di un'anima... Verità che rimarranno tali se non andiamo dentro la consapevolezza che ...siamo... e respiriamo della nostra stessa verità... Sempre di alto livello le riflessioni che ci propone nell'ottimo verseggiare... Apprezzatissima...

Giorgio Dello5 luglio 2011

Una forma poetica di grande bravura, l'autore spazia in una satira che non dà scampo... ma lo fa con una capacità espressiva e riflessiva di un sapiente comunicare l'inerzia che avvolge il mondo, i pregiudizi e il conformismo ben espressi in catene che non lasciano respiro! Un autore di grande spessore, che gode tutta la mia stima ed il mio apprezzamento!"!

Angela Rainieri5 luglio 2011

Una satira raffinata che ben comunica al lettore l'indigenza al conformismo e all'appiattimento delle coscienze di fronte la verticale manipolazione delle coscienze... Versi bellissimi e sapientemente stilati, complimenti e fiocco.

Azar Rudif6 luglio 2011

Verità e Morte sono l'esistenza di un Golem, schiavo del suo plasmatore, ma ignaro del senso stesso di queste due parole. Sono un mito della mistica ebraica, ma la realtà dell'uomo non è differente dal loro modo di esistere. Ubbidiamo senza interrogarci ad un sistema che ci sta plasmando a suo piacimento e alla fine piace anche a noi. Versi che, personalmente, non si fermano alla descrizione di un mito, ma sono la denuncia di una realtà

c
cristina biga6 luglio 2011

Il paragone suggestivo tra il Golem e l'uomo che in un certo senso soggiogato da questo modo di vivere odierno legato ad un itinerario non gestibile in piena libertà... suggestiva satira che sempre propone verità assolute, le epspressioni il lessico dell'autore compone liriche di superba bellezza... senza nulla togliere agli altri autori trovo questo poeta un autore completo un grande poeta...